La morte dei prodotti biologici è segnata
Assurdo ma vero: la nuova normativa europea, che entrerà in vigore il 1° Gennaio 2009 e che modifica le soglie da contaminazione da OGM, equiparerà di fatto l'agricoltura biologica e quella tradizionale (ossia quella industriale). Nonostante il parlamento europeo abbia espresso parere contrario, dal 2009 la soglia verrà fissata allo 0.9% per entrambe i tipi di coltura: perché? C'è sotto forse lo zampino delle lobby industriali?
L'urlo di rabbia e di dolore viene da una voce autorevole: Carlo Petrini, fondatore e presidente di "Slow Food", nonché scelto dal Guardian come una delle 50 persone che potrebero salvare il pianeta.
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Quando l'Europa cessa di essere scomoda e quindi utile
L'ipocrisia e la falsità dominano incontrastate attraverso tutto lo spettro politico, da destra a sinistra senza esclusione alcuna.
Riecheggiano ancora nella mia memoria le grida dei leghisti che inveivano contro le quote latte imposte dall'Europa e le relative multe emesse nei confronti dell'Italia; ricordo vividamente le proteste del Cavaliere contro lo sbarramento al 3% del deficit pubblico, secondo quanto stabilito dai parametri di Maastricht; non potrò mai dimenticare le divergenze tra UE e Italia per quel che riguarda le politiche ambientali e i relativi costi preventivati dall'attuale governo.
Che strano! Non appena i dettami UE toccano, o anche solo sfiorano, questoni che incidono sul bilancio pubblico, immantinenti si levano le grida di protesta; quando invece la questione ruota attorno ai diritti dei cittadini, la protesta è in ritardo se non del tutto assente.
L'Europa ha fallito; ha fallito molte volte in passato e continua a fallire oggi. L'inconsistenza delle istituzioni comunitarie a Bruxelles è evidente, tutto si riduce ad una mera spartizione della torta in fette di contributi ai vari paesi per il raggiungimento di presunti obiettivi, i quali molte volte non vengono nemmeno raggiunti.
Peccato, un'Europa forte e solida, un governo centrale europeo con poteri effettivi in materia di pianificazione economica e di leggi per la tutela dei diritti del cittadino avrebbe fatto davvero comodo a tutti. Quel bellissimo progetto chiamato Unione Europa, che per inciso non è stata nemmeno in grado di approvare una carta costituzionale comune, affidandosi piuttosto a quel blando surrogato del trattato di Lisbona, si è ridotto ad un lurido tavolo d'osteria attorno al quale i complici si spartiscono il bottino.