Il cavaliere bianco salva gli impianti di Porto Marghera
Finalmente un offerente per rilevare la Ineos Vinyls di Porto Marghera, azienda oramai in profonda crisi: Fiorenzo Sartor, imprenditore italiano operante prevalentemente nel settore dei ponteggi meccanici, avanza un'appetibile offerta. Tuttavia un alone di mistero circonda l'intraprendente industriale trevigiano e misteriosa risulta la provenienza dei capitali promessi. Ma questa sembra essere l'unica ancora di salvezza del comparto, indi per cui le amministrazioni locali, compreso il sindaco di Venezia Cacciari, accolgono a braccia aperte il Sig. Sartor.
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Perché dovrebbe dircelo?
Così come nel film di Nanni Moretti, mi viene spontaneo dire: in realtà, sono affari suoi. Anche se in questo caso la somma in questione è alta, sono sempre dell'idea che lo Stato, e soprattutto la collettività e l'opinione pubblica, non abbiano alcun diritto di ficcare il naso nel patrimonio di un privato cittadino. Beninteso, se questi non ha commesso o c'è il sospetto stia per commettere reati di qualche tipo: in tal caso, è doveroso che si indaghi e ci si faccia domande. In caso contrario, mi pare che ciò nasconda una sorta di pregiudizio invidioso o diffidente nei confronti del ricco.
Si potrebbe obiettare che, quando è in gioco un affare così rilevante, che coinvolge i destini di così tanti lavoratori, ogni scrupolo da parte dello Stato sia fuori luogo; ma io penso che le stesse regole devono valere sempre, e che in una libera economia non è proponibile che lo Stato si interessi alle compravendite, sorvegliando ogni possibile acquisto per scoprire da dove vengono i fondi di chiunque "abbia troppi soldi".
Ma tutti quei soldi, da dove vengono?
"Ma tutti quei soldi, da dove vengono?", questa l'assillante domanda che perseguita il presidente Berlusconi nel film "Il Caimano" di Nanni Moretti. C'è da ripeterla ancora una volta questa domanda, indirizzandola in questo caso al Sig. Fiorenzo Sartor.
Ancora una volta ingenti quanto misteriosi capitali piombano dell'alto a "salvare" l'ennesimo gruppo industriale italiano in crisi. Ancora una volta l'ombra del monopolio aleggia su una grande manovra di rilevamento di una grossa industria. Ancora una volta si ha la forte sensazione che non l'interesse pubblico e dei lavoratori, ma quello del capitale e di chi lo detiene, sia stato tutelato.