G7, G8, G14, G20, G2 ...che gran confusione!

Il G8 è obsoleto. Oramai è più che altro una kermesse avvolta in un guscio di gossip, un contenitore vuoto. Il motivo è presto detto: i paesi che realmente contano nello scacchiere internazionale ne sono esclusi.
Ecco allora che proposte di un G8 (ex G7) allargato compaiono all'orizzonte: si parla di G14 o addirittura di G20. Tuttavia con l'allargarsi della rosa di paesi partecipanti, lo strumento rischia di perdere d'efficacia, in quanto il raggiungimento di accordi o risoluzioni realmente condivise diventa sempre più difficile.
Non si corre quindi il rischio che i destini del mondo vengano decisi a quattr'occhi in un ristrettissimo G2?

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Italiano

Una politica più condivisa

La principale accusa mossa all'istituzione del G8, soprattutto negli ultimi anni, era proprio la mancanza di condivisione nelle grandi scelte politiche, e l'arroganza di pochi paesi ricchi che disponevano scelte strategiche sulla testa del mondo intero.
Anche se il passaggio da G8 a G20 non sarà ispirato da principi di etica politica ma piuttosto dalla necessità di ascoltare le crescenti pretese dei paesi in via di sviluppo, si tratta comunque di un passo avanti nella concezione di una politica mondiale che non sia più "occidente-centrica", e che accolga le istanze che provengono da tutte le parti della terra.
Naturalmente, bisognerà resistere alla tentazione opposta, quella di eliminare tutti dai processi decisivi e istituire un segreto G2, che sarebbe poi un ritorno alla logica delle due superpotenze contrapposte che contrattano fra di loro per spartirsi il mondo.