Oriana Fallaci e la conquista del suolo lunare
Oriana Fallaci ha osservato la conquista del suolo lunare da posizione privilegiata: inviata a Houston per raccontare l'evento, ha potuto osservare da vicino i protagonisti dell'impresa.
Ciò che racconta in questo articolo, pubblicato su "L'Europeo" nel 1969 e ripubblicato lunedì scorso (20 Luglio 2009, n.d.r.) su "Il Riformista", è tutt'altro che edificante. Rimuovendo la retorica maschera da eroi, gli uomini che fecero l'impresa appaiono piuttosto modesti.
Interessanti inoltre le tesi catastrofiste, ricordano tanto le recenti fobie da pandemia "mucca pazza", SARS o altro; visionarie le critiche all'era ipertecnologica che di lì a poco avrebbe rivoluzionato la società.
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Dietro alle grandi imprese
Sono pienamente d'accordo con Simone. Io trovo che questo articolo abbia avuto il pregio di guardare alla missione lunare da un punto di vista diverso da quello trionfalistico ed enfatico che certamente andavano per la maggiore, abbattendo, con un minimo di disincanto e di distacco critico, la sensazione che, da quel momento, l'umanità sarebbe diventata improvvisamente "adulta": un'immensa, storica impresa tecnologica giustamente non cancellava (e non cancella tutt'ora) il fatto incontestabile che "gli uomini continuano a odiarsi e a uccidersi nelle guerre"...
Patetico il commento...
Invito tutti a dare una rapida lettura ai commenti pubblicati in calce all'articolo: patetici.
Che il punto di vista della Fallaci non sia obiettivo e distaccato, penso sia evidente anche ad un bambino. Il maggior pregio dell'articolo non è quello di riportare una veritiera cronaca dei fatti (ed in questo l'autrice stessa si contraddice), quanto una possibile critica ai fatti stessi e ai protagonisti. Il centro della riflessione della Fallaci è l'uomo, non la scienza o le conoscenze tecniche che hanno permesso all'uomo di allunare.
La Fallaci non riscuote le mie simpatie eppure ho apprezzato l'articolo: esprime un punto di vista, molto particolare, magari non condivisibile, in qualche punto anche fallace, ma pur sempre interessante in alcuni risvolti. Dispiace leggere commenti che anziché contestare l'articolo nei suoi contenuti, ne criticano solamente l'esteriorità oppure l'autrice.
Questa volta è proprio il caso di dirlo: quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito!
P.S. Vorrei esprimere una nota d'encomio per la redazione de "Il Riformista" che è andata a ripescare questo interessante articolo del passato.