Afghanistan: elezioni presidenziali

Il retroscena delle elezioni presidenziali in Afghanistan è dei più tristi: signori della guerra, trafficanti, leader a vario livello di questo o quel gruppo ribelle spuntano numerosi tra le fila dei sostenitori del presidente uscente, e nuovamente candidato, Karzai.
Il maggiore degli scandali è forse quello riguardante l'ex-ministro della difesa, ora candidato alla carica di vicepresidente, Muhammad Qasim Fahim, sospettato di dirigere un vasto business di traffico di stupefacenti.
Il maresciallo Fahim è stato un uomo chiave per l'invasione delle forze alleate in Afghanistan, in quanto detentore del potere politico e militare nel nord del paese. Qualche milioncino di dollari fruscianti è bastato all'amministrazione Bush per portare il maresciallo dalla propria parte; vien da se che si è dovuto chiudere un occhio sui traffici del signor Fahim.
Emblematica la conclusione dell'articolo che evidenzia la gravità delle scelte di allora e le ancor più gravi ripercussioni attuali. Cito testualmente: "In hindsight, several current and former administration officials say they have come to believe the decision to turn a blind eye to the warlords and drug traffickers who took advantage of the power vacuum in the aftermath of the Sept. 11 attacks was one of the fundamental strategic mistakes of the Afghan war. It sent a signal to the Afghan people that the most corrupt warlords had the backing of the United States, that the Karzai government had no real power or credibility and that the drug economy was the path to power in the country".

Lingua: 
inglese