"Se vuole i miei favori, deve prima votarmi"

Repubblica ha recentemente pubblicato il carteggio tra il consigliere al comune di Roma, Patrizio Bianconi (PDL), ed un cittadino, tale Marcello Mancini.
La risposta del consigliere alla richiesta del Mancini ha sollevato indignazione tra le fila del gruppo PD capitolino, che ha richiesto una censura formale.

Ringrazio il mio collega Paolo per la segnalazione di questa notizia.

Lingua: 
Italiano

Che lingua parliamo?

Invito tutti a leggere il secondo commento all'articolo, quello di Orazio Nastasi, che è davvero calzante. Sottolinea il fatto che, in Italia, è tutto un susseguirsi di smentite, accuse di travisamento, cattiva comprensione, fraintendimenti... Viene allora spontaneo chiedersi: parliamo tutti la stessa lingua? Lo capiamo in modo univoco, l'Italiano?

Politica distorta

"Io lavoro solamente per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario". Con questa frase il consigliere Bianconi rivela una grave distorsione del senso della politica. Il sig. Bianconi dovrebbe ricordarsi che un eletto non governa per il bene di coloro che lo hanno votato e a scapito di chi non lo ha fatto; ma risponde del proprio operato all'intero elettorato senza distinzioni.
Grattando sotto alla superficie di questa ed altre affermazioni che Bianconi rivolge all'elettore, si scopre una concezione della politica come privilegio e non come "missione" al servizio dei cittadini (tutti).