Le primarie si avvicinano e il malcontento serpeggia tra i sostenitori del PD

Le primarie del 25 Ottobre sono vicine e i simpatizzanti non sembrano entusiasti delle proposte portate avanti dai tre candidati alla presidenza del Partito Democratico.
Al contrario, molte sono le critiche, la più recente in ordine di tempo riguarda le assenze dei deputati PD in seduta parlamentare per l'approvazione dello scudo fiscale che ha permesso al governo di far approvare il tanto discusso e criticato decreto.
Quale sarà il leader scelto, sembra inevitabile una seria discussione interna al partito stesso per riallacciare i rapporti con la base elettorale ed elaborare quindi una nuova e seria linea politica d'opposizione al governo.

Lingua: 
Italiano

O solita minestra oppure...niente!

Ciò che più lascia perplessi è la sostanziale immobilità dei dirigenti del PD, di cui questi tre candidati sono un emblema. Tranne forse Marino, che è più giovane vanta qualche idea un po' più audace, si tratta di personaggi svezzati da una lunga militanza politica, cui già è stata concessa fiducia e già è stata tradita, perfettamente solidali a quell'apparato burocratico di partito che millanta, al più, un generico e retorico sentimanto di anti-berlusconismo che non si incarna in nessuna iniziativa concreta. Loro, infatti, sono gli stessi che quando erano al governo non hanno neanche provato a risolvere il problema del conflitto di interessi; per quale motivo ora bisognerebbe credere che qualcosa cambierà?

Desolante scenario

Che delusione il PD! Non solo i suoi quadri, ma anche gli elettori!
Faccio mie le considerazioni di Moretti riportate nell'articolo: un partito non si costruisce sul malcontento e l'anti-berlusconismo.
Probabilmente il partito ha davanti a sé ancora molta strada da percorrere prima di raggiungere la maturità e diventare quindi un vero partito democratico.