Esteri
Il Pakistan annuncia arresti per l'attentato terroristico a Mumbai
Continuano le indagini in merito all'attentato di Mumbai avvenuto lo scorso Novembre (26-29 Novembre 2008, n.d.r.).
Le piste seguite dagli inquirenti portano in Pakistan e le autorità indiane hanno più volte chiesto la collaborazione dell'intelligence di Islamabad, che però ha sempre risposto prendendo le distanze.
Occidente meno sicuro dopo l'offensiva israeliana a Gaza
In più occasioni l'ex primo ministro Tony Blair ha affermato che l'impegno militare inglese in Afghanistan ed in Iraq non pregiudica la sicurezza interna del Regno Unito.
L'attuale ministro per la sicurezza e la lotta al terrorismo è di avviso contrario e lo ha coloritamente palesato in un incontro ufficiale con il governo: "We never used to accept that our foreign policy ever had any effect on terrorism. Well, that was clearly bollocks." (Non abbiamo mai accettato l'idea che la nostra politica estera abbia degli effetti sul terrorismo. Beh! Questa è chiaramente una balla").
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Iracheni alle urne
Sabato scorso (31 Gennaio 2009, n.d.r.) la maggior parte della popolazione irachena si è recata alle urne per rinnovare 14 delle 18 amministrazioni provinciali in cui è suddiviso il paese. Il voto, oltre che valenza amministrativa, avrà una fortissima valenza politica. Più che i risultati si attendono con ansia le alleanze che verranno strette provincia per provincia al fine di raggiungere la maggioranza nei vari collegi.
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Crisi diplomatica fra Israele e Vaticano
La decisione di Papa Benedetto XVI di revocare la scomunica al vescovo scissionista Richard Williamson ha provocato una dura reazione dello stato ebraico, che ha annullato un incontro imminente, sospendendo addirittura i rapporti diplomatici col Vaticano, e ha dichiarato per bocca del suo ambasciatore presso la Santa Sede Lewy che ciò potrebbe riportare indietro di molti decenni il dialogo fra i due stati: Williamson, infatti, proprio alla vigilia della revoca della scomunica, ha rilasciato dichiarazioni bollate da Israele come intollerabilmente negazioniste in relazione all'Olocausto.
Gaza: aiuti umanitari fermi alla frontiera
Come da tradizione, non appena i bombardamenti e gli scontri a fuoco cessano, anche le luci dei media si spengono, lasciando al buio quella delicata fase di aiuti che sempre segue la battaglia.
Gli aiuti umanitari inviati dall'Europa e dai paesi arabi sono bloccati alle frontiere, non riescono ad arrivare a destinazione in quanto i varchi di ingresso verso Gaza si aprono solo di rado. Il risultato è una interminabile fila di camion fermi e merci deperibili esposte a temperature non trascurabili.
Che ci sia anche qui lo zampino di Israele?
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