Economia

L'accordo Alitalia sembra irragiungibile

Venerdì scorso (12 Settembre 2008, n.d.r.), dopo estenuanti e interminabili ore di trattativa, i rappresentanti della Cai abbandonano ma affermano che la loro offerta è ancora valida.
Fallito l'accordo, è prontamente iniziata la girandola delle noiose quanto inutili accuse tra le parti: i sindacati accusano il governo, il governo respinge le accuse, i sindacati precisano di avercela con la Cai, la Cai replica...
Non ci resta che stare a guardare l'inutile farsa degli stolti dottori che si azzuffano mentre il paziente è oramai cadavere da tempo.

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Cara odiata globalizzazione

La globalizzazione economica è argomento di scottante, quotidiana attualità. Generalmente, la maggior parte delle reazioni al suo inesorabile progredire è di ostile antipatia, se non di odio vero e proprio; tuttavia di solito si tratta di un sentimento di generica inquietudine per un'imprecisata perdita di una serie di punti di riferimento che a causa della globalizzazione stessa ci crollano intorno.

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Con il telefonino salveremo il mondo

Il telefonino, quel tanto amato e odiato oggetto che meglio di tutti sintetizza e caratterizza la vita contemporanea, può salvare il mondo, almeno secondo alcuni ricercatori di Harvard.

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Alitalia: il giorno più lungo!

Oggi è il D-day per Alitalia, oggi tutte le parti coinvolte siederanno intorno ad un tavolo ed emetteranno un verdetto finale. Le alternative sono due: accordo oppure fallimento.
La posta in gioco e molto alta per tutti: per i sindacati, che rappresentano i quasi ventimila dipendenti Alitalia; per il governo, che si gioca la credibilità; per gli imprenditori, che dovranno necessariamente proporre e sottoscrivere un piano industrialmente valido.

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Alitalia: molto rumore per nulla

L'ora X si avvicina paurosamente: già da metà settembre il vettore di bandiera potrebbe non essere pienamente operativo. Ma nonostante la gravità della situazione, governo, imprenditori e sindacati producono molto poco; sul tavolo della trattativa non c'è nemmeno una bozza di piano industriale su cui poter discutere. Le polemiche, di cui i giornali sono saturi, si basano su voci di corridoio e dati presunti, se non addirittura di fantasia.

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